Cerca
 Pubblicità










      2010 ore  

Edicola

EuVision



Prezzo: 26,00 €

Questa rivista nasce dalla esigenza di realizzare un mezzo che permetta sia la comunicazione tra esperti che un confronto tra questi e quanti, nella loro pratica clinica, devono trovare soluzioni appropriate nel campo del glaucoma, della rifrazione, della superficie oculare e del trapianto di cornea, ed individuare il percorso riabilitativo più adatto per le diverse forme di ipovisione.

La Rivista è patrocinata dalla Società Oftalmologica Italiana, dalla Società Italiana di Contattologia Medica, dalla European Contact Lenses Society of Ophthalmologists, dalla Società Italiana Cellule Staminali e Superficie Oculare, dalla Società Italiana del Glaucoma, dalla Società Italiana Trapianto di Cornea, dal Gruppo Italiano per lo Studio dell’Ipovisione e dalla Low Vision Academy e si rivolge agli oftalmologi, agli ortottisti-assistenti di oftalmologia ed anche agli ottici.

La Rivista pubblica articoli originali di oftalmologia e selezioni di lavori presentati in congressi.

Tutti gli articoli originali sono sottoposti a revisione in cieco da parte di almeno due membri del Comitato di Redazione e i lavori presentati in congressi vengono pubblicati su invito del Direttore Editoriale. Gli articoli scientifici sono preferenzialmente orientati allo studio del glaucoma sia per gli aspetti diagnostici che terapeutici con particolare riguardo alla chirurgia, allo studio della rifrazione ed alla correzioni dei difetti rifrattivi sia con chirurgia che con lenti a contatto, allo studio della cornea e della chirurgia del trapianto, allo studio della superficie oculare e dei suoi rapporti con l’ambiente e con le lenti a contatto, allo studio dell’ipovisione ed alle sue ricadute anche sulle prestazioni lavorative.

Tutti i Lettori sono invitati a sottoporre alla Redazione i casi clinici giunti alla loro osservazione, che ritengono meritevoli di essere discussi con un esperto e di essere portati a conoscenza degli altri Lettori.

Una sezione della Rivista è dedicata agli aspetti di aggiornamento professionale con temi specifici trattati da un esperto.

Ogni articolo scientifico è preceduto da un riassunto strutturato in italiano ed in inglese, dal quale posso essere estrapolati gli obiettivi dello studio, il metodo utilizzato per la ricerca, i risultati ottenuti e le conclusioni.

Un piccolo spazio è riservato anche alle Associazioni Scientifiche specializzate nei temi della Rivista ed alle Associazioni di settore.


Ultimo numero

Sommario
  • Luce blu ed apparato visivo
    Pasquale Troiano, Bruno Piccoli

  • I benefici delle lenti a contatto multifocali per i soggetti presbiti
    Roberto Pregliasco, Silvio Maffioletti
  • Modalità di diffusione dei farmaci per patologie del segmento posteriore: basi storiche e prospettive future
    Nicola Pescosolido, Matteo Federici, Pasquale Troiano

  • Allenamento visivo con stimolo strutturato in pazienti con degenerazione maculare legata all’età (AMD)
    Salvatore Serena, Turano Gabriella, Petracca Stefania
  • Corrispondenza


Editoriale
La luce blu rappresenta un rilevante fattore di rischio fototossico in particolare per la macula. La fonte principale di luce blu è il sole, ma sono sempre più diffusi negli ambienti confinati di lavoro, sistemi artificiali di illuminazione che emettono luce blu. La luce blu è, secondo la recente letteratura, sicuramente in grado di accelerare in modo significativo il processo del ciclo visivo, inducendo la produzione di maggiori quantità di sostanze ossidanti (Reactive Oxygen Species, ROS), di sostanze tossiche (A2E) e di cataboliti (lipofuscina). Questo tipo di sollecitazione luminosa della retina porta alla formazione di drusen che sono considerate lo stadio evolutivo iniziale della degenerazione maculare senile (Age-related Macular Degeneration). I soggetti più esposti agli effetti della luce blu sono i soggetti giovani (dove la trasmissione della luce alla retina è ottimale) e, soprattutto, i soggetti operati di cataratta (dove la lente intraoculare impiantata non è sempre in grado di filtrare il blu e la retina è meno resistente alla intensa sollecitazione luminosa indotta dalla luce blu). Per le suddette ragioni sarebbe estremamente utile introdurre l’obbligo per i costruttori di apparecchi illuminanti di allegare un foglio illustrativo sulle caratteristiche di emissione dei diversi apparati, soprattutto per le apparecchiature ad impiego lavorativo. Sull’altro fronte, altrettanto utile sarebbe codificare tutti i tipi di lenti (intraoculari, oftalmiche, a contatto, da sole) in base alle loro capacità di filtrazione delle diverse lunghezze d’onda della radiazione ottica, come del resto avviene, ad esempio, per le creme solari.


www.oculisti.net
Made by SR Comunicazione