Autori: Massimo Camellin
Pubblicazione: 2004
Pagine: 352
Copertina: Rigida
Formato: 21 x 27 cm
INDICE:
- Presentazione(Merlin)
- Introduzione
- Storia
- Esami Preliminari (Gambino -Camellin)
- Refrazione
- Oftalmoterapia
- Tono Oculare
- Fundus Oculi
- Pachimetria
- Misurazione Pachimetrica con OCT
- Topografia Corneale
- Pupillometria
- Cartella clinica
- Vestizione e anestesia topica
- Settaggio del laser (Camellin)
- Miopia
- Ipermetropia
- Anismetropia
- Astigmatismo
- Impostazione Chirurgica(Camellin)
- Morfologia della cornea astigmatica
- Correzione dell'astigmatismo mediante fotoablazione
- Cilindro negativo
- Cilindro positivo
- Cilindri crociati(trattamento bitorico
- Considerazioni Statistiche
- Miopia
- Sfero crociato
- Ipermetropia
- Profilometria laser (Cybo)
- Introduzione
- Strumenti e metodi
- Il supporto di misura
- Il metodo di misura
- L'analisi delle misure
- Analisi delle misure
- Sfera miopica
- Cilindro miopico
- Sfera ipermetropica
- Cilindro ipermetropico
- Conclusioni
- Strumentazione delle misure
- Bleforostato
- Microtrapano epiteliale
- Contenitore per soluzione alcolica
- Soluzione alcolica
- Preparazione della soluzione alcolica
- Utilizzo della soluzione alcolica
- L'anello fissabulbo ad appoggio limbare
- Miceozzappa epiteliale
- La microspatola per il distacco del flap epiteliale
- Il dissettore epiteliale ad arco
- Il tissucol
- Utilizzo del tissucol nella lasek
- La microspatola per la raccolta ed il riposizionamento del flap epiteliale
- Applanatore per lente a contatto dopo lasek
- Conchiglia di plastica
- Tecnica originale di Camellin (Camellin)
- Trapanazione
- Alcolizzazione
- Asciugatura e risciacquo
- Distacco del margine
- Spostamento del flapverso le ore 12
- Trattamento laser
- Riposizionamentodel flap
- posizionamento della lente
- Medicazioni
- Varianti di tecnica (Tabacchi)
- Epi-LASIK
- Strumentazione
- Procedura chirurgica
- Lasek gel assited
- Tecnica butterfly
- Dispositivo automatico per disepitelizzazione alcolica
- Centraggio del trattamento (Camellin, Gambino
- Riferimenti anatome funzionali
- Centraggio chirurgico
- Variazione del centro pupollare in miosi e midriasi
- Lenti a contatto dopo Lasek (Casaro)
- Materiale della lente
- Precisione UV
- Protek T&S
- Lenti alla fosforilcolina
- Lenti Hydrogel di silicone
- Geometria della lente
- Decorso Post -operatorio
- Considerazioni Conclusive
- Terapia medica: pre, intra e post-operatoria (Gambino - Camellin - Tabacchi)
- Terapia preoperatoria
- Terapia intraoperatoria
- Terapia post-operatoria
- Antibiotici
- FANS
- Steroidi
- Autosiero
- Lacrime Artificiali
- Vitamina E
- Vitamina A
- Vitamina C
- Controlli post-operatori
- Ottica della cornea operata di chirurgia refrattiva (Camellin -Calossi)
- Aspetti Morfologici della LASEK (Ponzin - Saccarola - Fasolo - Camposampietro - Frigo)
- Aspetti morfologici
- Vitalità dell epitelio dell'endotelio
- Morfologia e qualità della superfice residua
- Discussione e conclusioni
- Processi di guarigione della ferita (Tabacchi)
- Meccanismi responsabili del processo apoptotico
- Processo riparativo della ferita
- Haze
- LASEK e microscopia confocale (Mastropasqua - Nubile)
- Microscopia confocale "in vivo" e chirurgia refrattiva
- Studio comparativo della risposta cornaele microscopica tra PRK, LASEK e LASIK
- Scopo dello studio
- Matriali e metodi
- Risultati
- Esami preoperatori
- Considerazioni sulle risposte microscopiche corneali all'ablazione laser
- Complicazione (Camellin)
- Intraoperatorie
- Trapanazione
- Alcolizzazione
- Distacco dell'epitelio
- Postoperatorie
- Dolore
- Perdita della lente o del flap
- Rotture del flap dopo l'asportazione della lente
- Infiltrati settici
- Opacità diffuse
- Assottigliamenti localizzati
- Inclusioni sotto il flap
- Post-operatorie a lungo termine
- Ipo - ipercorrezioni miopiche
- Haze
- Algia Notturna
- La aberrometria corneale ed i link "Topo-aberrometrico" (Mattioli - Camellin)
- Principi di aberrometria
- La aberrometria corneale
- Come la Aberrometria corneale può essere ricavata dalla topografia
- Le rappresentazioni la fronte d'onda e gli effetti delle ablazioni
- Il link Topo -aberrometrico (Scout ->ORK)
- Verifica altimetrica del pattern di ablazione edella sua efficacia
- Altre considerazioni e raccomandazioni prima del link
- La "gestione delle aberrazioni"
- Tecniche di PTK
- PTK ePTK a goccia
- Tassi di fotoablazione dei fluidi Maschera
- Opacità di superfice
- Irregolarità sottoepiteliali (esiti di chirurgie o cheratiti)
- Levigatura di superfici trattate per difetti rifrattivi contestualmente al trattamento stesso
- Levigatura di cicatrici da pregressi interventi di chirurgia incisionale o trapianti
- Levigatura in media periferia per irrgolarità di forma o superficie di vario genere
- Reinterventi standard versus Link Topo-aberrometrico (Camellin)
- Lin topo-aberrometrico: generalità
- LASEK post cheratotomia radiale (KR)
- LASEK post trapianti corneali
- LASEK post PSK
- LASEK post LASIK
- LASEK post LASEK
- Analisi aberrometrica dei pattern di ablazione (Calossi)
- Materiali e metodi
- Analisi della qualità ottica della cornea
- Risultati refrattivi
- Indici cheratorefrattivi
- Aberrazioni corneali
- Discussione
- Conclusioni
- Lasek versus Lasik: Studio topografico ed aberrometrico in rapporto alla qualità della visione (Scerrati)
- Scopi
- Materiali
- Metodi
- Analisi dei risultati
- Predicibilità
- Sicurezza
- Efficacia
- Qualità della superfice corneale
- Discussione
- Risultati negli interventi primitivi e nei link topo-aberrometrici (Camellin)
- Analisi dei risultati
- Gestione flap
- Dolore
- Predittività miopia ed astiugmatismo miopico
- Predittività ipermetropia ed astigmatismo ipermetropico
- Predittività link topo-aberrometrico nelle asimmetrie corneali
- Analisi dell'acutezza visiva nei trattamenti miopici
- Analisi dell'acutezza visiva nei trattamenti ipermetropici
- Analisi dell'acutezza visiva nei trattamenti dei link topo-aberrometrico in asimmetrie corneali
- haze
- Link topo-aberrometrico analisi complessiva
- Efficacia e sicurezza
- Conclusioni
INTRODUZIONE:
Quando nel 1983 Trokel scoperse la capacità fotoablativa di un raggio di 193 nm e nell'anno successivo Marshal dimostrò l'estrema precisione di questa ablazione sul tessuto corneale tale da potere modificare la curvatura per correggere difetti di refrazione, gli studi si susseguirono con ritmo vertiginoso. Ma nei primi anni la qualità del fascio laser non era eccellente sia come omogeneità energetica sulla superficie d'impatto, sia nella composizione del fascio in riferimento alla lunghezza d'onda dei raggi emessi.
Irregolarità ablative ed effetti termici indesiderati creavano reazioni tissutali di diverso tipo condensate nel termine "haze". Si è poi visto che questa velatura cicatriziale più o meno consistente era anche in rapporto al tempo di esposizione dello stroma all'ambiente lacrimale prima della sua epitelizzazione. La brillante idea di PaHikaris e di Buratto di eseguire una ablazione dopo aver sollevato un lembo degli strati superficiali della cornea, tecnica LASIK, eliminò molti inconvenienti quali il dolore causato dalla disepitelizzazione, il ritardo nell' epitelizzazione e la conseguente formazione di haze, le irregolarità della superficie trattata compensata dalla sovrapposizione di una copertura stromale, ottenendo così anche una rapidità di ricupero funzionale a volte sorprendente. Ma altri problemi si presentarono, era necessaria una maggior precisione del taglio con il microcheratono, una sua maggiore affidabilità meccanica, una più esatta sovrapposizione del lembo. Ed alcune anche gravi complicazioni trattenevano i nuovi chirurghi da una estesa applicazione della tecnica, come la possibile dislocazione del lembo, il free cap, l'indebolimento dello stroma sottostante per eccessivo assottigliamento con ectasia anche tardiva, possibilità di penetrazione di germi, tossi ne o tessuto epiteliale nell'interfaccia. Nel frattempo le ditte costruttrici migliorarono la qualità del fascio laser sia come omogeneità energetica sia come omogeneità dei raggi che costituivano il fascio ed riprese quota la tecnica diretta di PRK ma senza i vantaggi che avevano portato la LASIK ad una diffusione quasi totale fra i chirurghi refrattivi.
Cidea di trovare una tecnica che unisse i vantaggi delle due eliminando i relativi aspetti negativi fu senz'altro brillante e la LASEK, come è stata battezzata è ormai considerata una evoluzione nella tecnica chirurgica refrattiva fotoablativa. Prova ne sia la fioritura di proposte simili o di modifiche della tecnica originale descritta da Camellin. Si sa che ogni chirurgo, in base alla propria esperienza e bagaglio culturale e chirurgico, nell'esecuzione di una tecnica introduce piccole personali modifiche, ma il principio di base è rispettato.
si tratta quindi di una tecnica che non indebolisce la cornea se non in misura minima, che non permene l'inquinamento dell'interfaccia, se non qualche residuo tra epitelio riposto e stroma, del resto facilmente eliminabile, che riduce il dolore di una disepitelizzazione come nella PRK pur non raggiungendo una totale eliminazione, che riduce o molto spesso non presenta la formazione di haze, che permette un ricupero funzionale molto più veloce della PRK tradizionale anche se non rapida come la LASIK.
E’ una procedure abbastanza semplice che va diffondendosi sempre di più e chi scrive l'ha adottata con risultati ottimi fin dalla sua prima presentazione alla classe oculistica e la, continuerà fino a che il suo ideatore non dovesse trovare qualcosa di meglio.
Il libro è il racconto della sua realizzazione, la descrizione della tecnica secondo gli ultimi affinamenti ed i risultati ottenuti dall'Autore.